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44 Cerami Enna A Nisciuta trionfale uscita di SntAntonio Abate

Festa di Sant’Antonio Abate a Cerami

A Cerami, piccolo borgo nebroideo nell’entroterra siciliano, le testimonianze circa il culto di Sant’Antonio Abate sono da ricondursi già agli inizi del XVI sec.: documenti seicenteschi custoditi presso l’Archivio Comunale di Cerami fanno menzione di una “chiesa vecchia di Sant’Antonio” in riferimento alla chiesa di Sant’Antonio Abate che iniziò ad essere edificata sotto il barone Vincenzo Gerolamo Rosso, barone che ereditò il feudo di Cerami nel 1516. Tuttavia, l’edificazione dell’attuale chiesa di Sant’Antonio Abate è da ricondursi al 1623 come testimonia l’atto notarile conservato presso l’Archivio di Stato di Enna.
È da pensare che l’attuale chiesa sia stata edificata nello stesso luogo in cui sorgeva la chiesa preesistente e i motivi che portarono a una nuova edificazione sono da rintracciare nell’incremento del culto del santo Abate. Testimonianza di questa diffusione del culto è la fondazione nel 1600 della Confraternita di Sant’Antonio Abate, che ancora oggi ha sede nella suddetta chiesa; è proprio grazie ai proventi ricavati dall’affitto dei terreni della Confraternita che fu possibile innalzare questo edificio di culto.
La chiesa presenta una pianta basilicale a tre navate separate da arcate a tutto sesto poggianti su tre colonne in pietra per lato e un pilastro a delimitazione del transetto. In corrispondenza della navata centrale ma ad un livello più rialzato sta il presbiterio absidato nelle cui pareti figurano due affreschi databili alla metà del XVIII sec. raffiguranti due episodi della vita del santo: a sinistra, “L’incontro tra Sant’Antonio Abate e San Paolo di Tebe” e a destra “Sant’Antonio Abate nel deserto”.
La navata sinistra culmina con l’altare dedicato a Gesù Buon Pastore, la navata destra invece culmina con l’altare dedicato a Sant’Antonio Abate la cui statua lignea firmata da Giuseppe Stufflesser e datata 1946, giunse a Cerami il 23 settembre del 1947 come donazione postbellica da parte della famiglia Intili L. Surgenti, così come si legge nel basamento. Questa nuova statua di Sant’Antonio sostituì l’antica statua in cartapesta databile al XVII sec. che tutt’oggi si conserva musealizzata in questa chiesa collocata sul seicentesco fercolo processionale attribuibile alla scuola dei Li Volsi.

Cerami (Enna) - Chiesa Sant'Antonio Abate
Cerami (Enna) - Chiesa Sant'Antonio Abate
La Venerabile Compagnia Confraternita Sant’Antonio Abate

A zelare il culto del santo anacoreta nella cittadina ceramese è la sopracitata Confraternita Sant’Antonio Abate; fondata nel 1600, la seconda Confraternita del paese per fondazione è oggi un’associazione di fedeli laici aperta a tutti, ma non sempre è stato così: fino all’inizio del secolo scorso infatti il numero dei soci era limitato a cento e all’ammissione venivano esclusi gli “uomini di bilancia”, gli uomini di vile condizione e le donne. Oggi come allora, ogni singolo membro entra all’interno della Confraternita a seguito di una votazione a scrutinio segreto da parte dei confrati riuniti in assemblea; al fine del mantenimento delle secolari tradizioni che vedono tramandare di padre in figlio l’affiliazione alla Confraternita viene omessa la votazione per l’ammissione dei figli e delle figlie dei confrati che decidono di entrare in Confraternita in un età compresa tra i 18 e i 25 anni.
Il ramo maschile (confrati) e il ramo femminile (consorelle) partecipano attivamente, anche se in modo diverso, alla vita della Confraternita; solo il ramo maschile ad esempio, ha l’obbligo di partecipare a tutte le processioni del paese con l’abito tradizionale e per tale motivo ogni nuovo confrate, a differenza della consorella, dopo l’ammissione e dopo sei mesi di noviziato, sarà “professato”, ovvero presenterà al santo le proprie intenzioni e indosserà per la prima volta l’abito della Confraternita composto da: camice, visiera, cingolo e guanti di colore bianco e mantello di color celeste con fiori in tinta.
Il colore celeste dei mantelli dei confrati e delle insegne della Confraternita, che associato alla figura di Sant’Antonio Abate può sembrare straniante, ha in realtà origine antichissime: furono i Canonici regolari di Sant’Antonio di Vienne, ordine ospedaliero e monastico-militare nato in Francia nel X sec., ad associare questo colore al Santo. Fin dalle origini, sull’abito e sul mantello degli ospedalieri di Sant’Antonio campeggiava un Tau di colore azzurro e tale segno diventerà in seguito anche il simbolo dell’ordine e influenzerà cromaticamente perfino l’iconografia di Sant’Antonio Abate: non di rado in miniature del XIII e XIV sec. il santo viene raffigurato in abiti celesti o blu.
Oltre ad attività di carattere religioso, la Confraternita di Sant’Antonio Abate intraprende anche altre iniziative di carattere sociale, caritatevole e di servizio del territorio e sotto la direzione del Confrate Superiore e del Consiglio di Amministrazione, la Confraternita organizza i festeggiamenti in onore di Sant’Antonio Abate.

Cerami (Enna) - Messa dei confrati
Cerami (Enna) - Messa dei confrati
Festeggiamenti

Cerami onora il glorioso Sant’Antonio Abate con solenni festeggiamenti ben due volte nell’arco dell’anno, rispettivamente nel mese di Gennaio e nel mese di Luglio. I festeggiamenti invernali culminano giorno 17 Gennaio, giorno in cui la Chiesa fa memoria del Santo; i festeggiamenti estivi, invece, hanno luogo nelle ultime settimane di Luglio e culminano con la processione del Santo l’ultima domenica del mese.

Cerami (Enna) - Preparazione Circu
Cerami (Enna) - Preparazione Circu
Festa di Gennaio

Forte spessore antropologico caratterizza la festa invernale in onore di Sant’Antonio Abate: i festeggiamenti hanno inizio giorno 8 Gennaio con l’Intronizzazione del simulacro del Santo sull’Altare Maggiore e il Solenne novenario.
La domenica che precede il 17 gennaio nella piazza antistante la chiesa di Sant’Antonio ha luogo la benedizione dell’aria, dei prodotti della terra, del fuoco e degli animali. Per l’occasione, sul sagrato della chiesa viene allestito un banco con una serie di prodotti tipici del territorio, viene acceso un modesto falò in corrispondenza della torre campanaria e dalle campagne vengono condotti in paese diverse specie animali; ad alcuni di questi animali viene riservata un’apposita postazione, altri invece, soprattutto cani ed equini sfilano davanti la chiesa condotti dai loro proprietari per ricevere la benedizione.
Il canto dei Primi vespri e la preparazione del “Circu” la sera del 16 gennaio, preludono il giorno di festa che caratterizzerà la giornata seguente.
Sin dalle prime ore del mattino di giorno 17 gennaio, il rullo dei tamburi, il suono festoso delle campane e i colpi a cannone annunciano che è arrivato il giorno dell’Abate Sant’Antonio; una serie di Celebrazioni Eucaristiche si susseguono nella mattinata e tra queste, quella che sicuramente ha una valenza maggiore è sicuramente la “messa dei fratelli”, ossia la Solenne Celebrazione Eucaristica con la partecipazione di tutti i confrati. Nel pomeriggio alle ore 15:30 nella piazza antistante la chiesa di Sant’Antonio si rinnova la tradizionale “calata du Circu”, manifestazione di forte valenza antropologica che affonda le sue radici nelle origine greche di Cerami.
‘U “Circu” è una struttura costruita su una base circolare (da qui il nome Circu) realizzata interamente in alloro tra i cui folti rami viene legato del pane a forma circolare (cuddura) con al centro un’arancia.
‘U “Circu” viene realizzato dai membri della Confraternita la sera della vigilia della festa e le tecniche di realizzazione vengono tramandate dai più anziani ai più giovani seguendo un ricambio generazionale che garantisce il tramando della tradizione; può essere offerto da singoli cittadini, per le cosiddette “prummisioni”, cioè per i voti religiosi – le promesse che i fedeli fanno in cambio di grazia ricevuta o da ricevere – oppure può essere offerto dalla stessa Confraternita e viene benedetto dal sacerdote al termine della Celebrazione Eucaristica dei Confrati.
Nel pomeriggio del 17 gennaio, con il caratteristico rullo di tamburi, ‘u “Circu” viene prelevato dalla chiesa e viene issato con delle funi al centro della piazza; collocato sul posto, alcuni esponenti della Confraternita dal campanile della chiesa e dai balconi delle abitazioni che sia affacciano sulla piazza lanciano alla folla presente dei fazzoletti contenenti delle caramelle.
Terminato il lancio dei fazzoletti le campane e i tamburi annunciano il cuore dell’evento, “a calata do Circu”; ‘u “Circu” viene abbassato e issato al centro della piazza mediante delle carrucole mentre i giovani presenti, in una contrapposizione di forze, tentano di aggrapparsi con l’intento di, come si dice in gergo, “far Calare ‘u Circu” per riuscire a prendere quanto vi è stato appeso.
Oggi “’a calata du circu” è senz’altro un momento di socializzazione e condivisione, ma fino gli inizi del secolo scorso, quando la miseria e la fame colpivano parte della popolazione ceramese, tale manifestazione rappresentava un aiuto concreto e un gesto di carità da parte della Confraternita Sant’Antonio Abate e dei devoti del Santo che con pane e arance cercavano di sfamare questa porzione di popolo.
Anticamente, sempre il 17 gennaio, si svolgevano altre due manifestazioni oltre alla “calata du Circu”, ovvero a “’ntinna” o albero della cuccagna, spostata oggi a luglio sempre in occasione dei festeggiamenti del santo e un gioco, abolito perché cruento, che consisteva nel riuscire, in groppa ad un asino in corsa, a sgozzare una papera appesa a testa in giù.

Cerami (Enna) - Processione di Sant'Antonio Abate
Cerami (Enna) - Processione di Sant'Antonio Abate
Festa di Luglio

Nel mese di luglio, in un mix di fede, folklore e religiosità popolare, la cittadina ceramese festeggia nuovamente Sant’Antonio Abate con una serie di eventi che culminano con la processione del Santo l’ultima domenica di Luglio.
La festa ha inizio il primo giorno della Novena con l’Intronizzazione del Simulacro del Santo che prelevato dalla sua nicchia viene collocato dai confrati sull’Altare Maggiore dove resterà per tutto il periodo dei festeggiamenti.
Nei nove giorni che precedono la festa, il Santo viene omaggiato con una serie di iniziative quale ad esempio un pellegrinaggio che in suo onore si snoda dalla chiesa di Sant’Antonio Abate e lungo un percorso di 6 Km, giunge all’edicola votiva del Santo in C.da Timpone di Sant’Antonio. Giunti nel luogo,i pellegriniche hanno compiuto il pellegrinaggio in devota preghiera, alcuni anche scalzi, dopo l’omaggio floreale da parte del Superiore della Confraternita, partecipano alla Santa Messa.
Tra le varie manifestazioni che contraddistinguono la festa di Sant’Antonio Abate assumono particolare rilievo la tradizionale “’ntinna”, o albero della cuccagna e il gioco dei “pignati” o pentolacce. Entrambi i giochi si svolgono nella medesima serata anche se la tradizione prevedeva il loro svolgimento in occasione della festa del 17 Gennaio.
Il gioco della “’ntinna” vede impegnate in genere 4/5 squadre, composte da 4 giocatori ciascuna, che si pongono l’obiettivo di raggiungere, giocatore su giocatore, la cima di un palo interamente cosparso di sapone per riuscire a conquistare un fazzoletto al cui interno è legato un biglietto su cui scritto il premio conquistato.
In genere i premi consistono in animali come conigli, galline, agnelli e un maialino (premio più ambito) e prodotti locali quali salumi e formaggi; analoghi premi possono trovarsi anche in alcune delle pentolacce al cui gioco prendono parte ragazzini più giovani.
Un segno della devozione ceramese che merita di essere menzionato è l’offerta della cera; le “torce”, donate dai fedeli fino ad una diecina d’anni fa al passaggio del Santo in processione, vengono oggi portate direttamente in chiesa nei giorni precedenti la festa e collocate in un’apposita struttura che fiancheggia la statua del Santo. Con l’accensione della “Fiamma di Sant’Antonio”, lampada votiva che arde giorno e notte davanti il simulacro del santo, i fedeli oltre alle classiche torce di cera hanno cominciato a donare anche la cera liquida per alimentare questa lampada.
Nella mattinata dell’ultimo sabato del mese di Luglio, vigilia della Festa, si svolge la tradizionale cavalcata in onore di Sant’Antonio Abate. Il corteo, guidato dal palio della Confraternita, muove dalla chiesa di S. Antonio e fa tappa al già menzionato “Timpone di Sant’Antonio”, giunto in questo luogo il sacerdote imparte la benedizione ai cavalli e ai cavalieri e dopo un breve ristoro, a base di biscotti e vino, riparte in direzione del paese. Arrivata nuovamente in paese, la cavalcata si snoda lungo le stradine del borgo nebroideo e fa tappa presso la contrada “San Leonardo”dove vengono distribuiti a tutti i presenti pane e formaggio offerti in onore del Santo e benedetti dal sacerdote. La cavalcata continua percorrendo i vicoli del centro storico per giungere nella chiesa di S. Antonio Abate dove i cavalieri rendono omaggio al Santo al termine del percorso.
Alla sera, tra le stradine del centro storico di Cerami, si svolge la processione della Reliquia di Sant’Antonio Abate dove prendono parte tutte le Confraternite del paese; per questa processione tutti i Confrati della Venerabile Confraternita Sant’Antonio Abate hanno l’obbligo di “vestizione”, ossia l’obbligo di partecipare con il proprio abito. Al termine della processione, dopo il canto dei Primi Vespri, mentre tutte le Confraternite vengono congedate, la Confraternita di Sant’Antonio, mantenendo l’ordine processionale sfila all’interno della chiesa e ogni singolo Confate giunto davanti l’Altare Maggiore bacia la Reliquia.
L’ultima domenica di Luglio Cerami entra nel vivo della Festa di Sant’Antonio Abate omaggiando il Santo con una solenne processione lungo le vie cittadine. Dopo la Messa Solenne il simulacro del Santo, tra il suono dei tamburi e le grida dei devoti, viene prelevato dall’Altare Maggiore e collocato sull’artistico fercolo processionale. Il fercolo ligneo, copia di un originale seicentesco,viene portato a spalla dai devoti e presenta nella parte sommitale 10 anelli, 5 per lato, su cui vengono agganciati i “lazzuna”, ovvero delle funi che, decorate da “giummi”, ossia delle nappe multicolori, e campanelle, vengono tirate dai devoti lungo il tragitto e in particolari circostanzeper far riguadagnare equilibrio al fercolo e facilitare alcune manovre.
Di grande effetto è certamente a “’A Nisciuta”, ossia la trionfale uscita del Santo dalla propria chiesa; alle ore 12:00, sulle note dell’Inno a Sant’Antonio, tra le grida esultanti dei devoti, qualche pianto di commozione e lo sparo dei fuochi, Cerami riabbraccia il glorioso Sant’Antonio Abate e dà avvio alla processione. Lungo il tragitto il Santo fa sosta diverse volte per le cosiddette “bippite”, ossia le tradizionali offerte di biscotti a “S” e vino, fatte da alcune famiglie per sciogliere un voto dando sostentamento ai portatori del fercolo. Al mattino, il giro esterno, caratterizza la prima parte della processione che si conclude con la sosta del simulacro di Sant’Antonio all’interno dell’Abbazia di San Benedetto. Tale sosta, ormai divenuta tradizionale, consentiva alle suore benedettine di clausura di partecipare ai solenni festeggiamenti e godere della presenza del Santo per l’intero pomeriggio. La sera, dall’Abbazia di San Benedetto, il fercolo con il simulacro di S. Antonio esce nuovamente in processione percorrendo il giro interno, ossia le vie principali del paese, e giunto al Corso Roma, il Santo viene omaggiato con un suggestivo spettacolo pirotecnico.“’A cursa”, ossia la salita in corsa, per percorrere la faticosa Via Umberto caratterizza l’ultima parte della processione prima del rientro del Santo nella sua chiesa.

Dove e Quando

Info

Foto

Video

Trailer Festa: Sant’Antonio Abate: l’emozione della tradizione. Video della Confraternita Sant’Antonio Abate di Cerami (2019).

“U Circu” per S. Antonio Abate – Cerami (EN). Video di Epifanio Chiovetta (2014).

Festa estiva Sant’Antonio Abate – Cerami (EN). Video di Salvatore Machì (2017).

“A Nisciuta” per Sant’Antonio Abate – Cerami (EN). Video della Confraternita Sant’Antonio Abate di Cerami (2019).

“A Cursa” per Sant’Antonio Abate – Cerami (EN). Video della Confraternita Sant’Antonio Abate di Cerami (2019).

  • Foto a cura di:
    Giuseppe Barrancotto, Maria Lucia Lombardo, Giuseppe Grasso, Salvatore Giordano, Salvatore Pitronaci
  • Contenuti della pagina a cura di:
    Giacomo Michele Fascetto, segretario della Confraternita Sant’Antonio Abate
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